POLITICAPP | 21 aprile 2017
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I quattro anni di Papa Francesco

Francesco, il Papa aperto che sta risvegliando la Chiesa

Quattro anni di pontificato per Papa Francesco. Era il 13 marzo 2013 quando, nella Cappella Sistina, Jorge Mario Bergoglio, veniva eletto e sceglieva il nome del santo di Assisi per il proprio pontificato. In questo periodo l’uomo arrivato dal Sud del mondo ha saputo rigenerare la relazione tra la fede cattolica e l’opinione pubblica, ma ha anche suscitato non poche reazioni critiche in alcune frange del clero e del mondo cattolico.
Per il 42% degli italiani, Bergoglio rappresenta la speranza. Un sentimento che si è insediato maggiormente nell’universo dei non praticanti, rispetto a quanti frequentano stabilmente la messa ogni domenica (46% contro 44%). Il Papa infonde anche serenità nelle persone (28%). Un’emozione vissuta, anche in questo caso, maggiormente da quanti hanno un rapporto più labile con le fede. Per contro, in un quinto del mondo cattolico praticante, Bergoglio suscita addirittura il sentimento di gioia (16%, contro l’11% di media). L’analisi della relazione tra il Pontefice e l’opinione pubblica italiana porta alla luce il profilo peculiare di questa esperienza di Vicario di Cristo.
Per il 74% del Paese, quest’uomo arrivato dall’Argentina ma con radici italiane, è molto “più avanti” della maggior parte dei parroci e dei vescovi italiani. Una valutazione maggiormente presente tra i cattolici non praticanti (79%), ma che sfiora la cifra del 70% anche tra quanti sono credenti. Il dato certamente più significativo, anche in ragione delle critiche che da più parti del mondo ecclesiastico italiano si levano verso le sortite del Papa, è la capacità del pontefice di riaccendere la fiamma della fede nelle persone. Francesco ha stimolato un riavvicinamento alla Chiesa per il 66% dei cattolici praticanti, per il 38% dei non praticanti e per il 5% degli atei. Nel mondo cattolico, l’attuale Vicario di Cristo, ha rinfocolato la speranza nella possibilità di una riforma del clero e dell’organizzazione della Curia romana (57%). Alcune critiche, prese di distanze, fastidi per il modus operandi e comunicandi del pontefice non mancano.  Un terzo del mondo cattolico vive con fastidio l’agire e il pensiero di Francesco e avverte il suo operare come un fattore d’indebolimento della Curia e della Chiesa. Il portato minoritario di questa componente ben si evidenzia nel dato di fiducia nel Papa, con il 78% di consensi nell’universo praticante e l’81% in quello non praticante.
Di certo Bergoglio riesce a parlare anche con quanti si sentono agnostici o atei, riscuotendo la fiducia di più della metà delle persone che si dicono lontane dal pensiero cattolico. I problemi di consenso, invece, li deve affrontare la Curia. I vescovi riscuotono la fiducia del 20% del Paese. Il legame non appare particolarmente alto neppure tra i cattolici praticanti, con poco più di un terzo di persone che esprimono livelli di apprezzamento verso i vescovi (37%). Va un po’ meglio ai parroci, che incontrano la fiducia di un terzo dell’opinione pubblica e di almeno metà dei cattolici praticanti. I dati di confronto ben evidenziano l’ampiezza della forbice di consenso che passa tra il Papa e il complesso dei mondi curiali e, forse, questi dati dovrebbero indurre a qualche riflessione anche i critici più tenaci dell’attuale pontefice.

Dalla convivenza alle diseguaglianze le sfide aperte da Bergoglio

Quello che piace agli italiani, dell’attuale Vicario di Cristo, è il suo tentativo di dialogare con il mondo, di ripensare l'annuncio del Vangelo in un mondo che è cambiato e che attende dai cattolici una testimonianza di vita concreta (43%). Solo l’8% dei cattolici, infatti, ritiene che il Papa stia tradendo la Chiesa, allontanandola dai temi della verità e dei contenuti della dottrina. Un’analoga percentuale dell’8% giudica le posizioni di Francesco troppo aperturiste sui temi della famiglia e dell'omosessualità. Quello che gli italiani apprezzano maggiormente di quest’uomo simbolo della religione cattolica è la sua semplicità, la sobrietà, il suo linguaggio ricco di metafore e simboli (76%). Uno stile che convince, soprattutto, il mondo non praticante (81%), ma affascina anche quanti ogni domenica si recano alla messa (70%). In quest’ultimo gruppo si possono notare alcune resistenze maggiori, determinate dal legame con la tradizione e alla ricerca di uno stile papale più  conformista e tradizionalista.
I quattro anni di pontificato si prestano ad alcune valutazioni sugli effetti dell’esperienza bergogliana. In questi anni il Papa ha saputo certamente toccare e rinverdire le corde del senso di comunità. Il suo parlare di fraternitas, il puntare l’attenzione sull’altro, su chi viene, sui deboli, sulle persone che non hanno, ha rinfocolato il ruolo della Chiesa come generatore di un senso del “noi” aperto, sul bisogno di superare “l’io” esasperato ed esasperante che, da decenni, guida i comportamenti della nostra società. L’attuale Vicario di Cristo, in secondo luogo, ha ravvivato, in un’epoca di fondamentalismi, radicalismi e muri, il senso della com-prensione, il valore della cultura del dialogo. Come aveva notato il sociologo polacco, recentemente scomparso, Zygmunt Bauman, Papa Francesco ha saputo sottolineare quanto i venti di guerra si possano “sconfiggere solo se diamo ai nostri figli una cultura capace di creare strategie per la vita, per l’inclusione”. Un terzo elemento di riflessione su cui focalizzare l’attenzione è la capacità dell’attuale pontefice di riportare l’attenzione, in modo non ideologizzato, sulle diseguaglianze sociali che attanagliano la società di oggi.
Al centro del discorso filosofico di Francesco troviamo, infatti, l’esigenza dell’equa distribuzione come frutto di un obbligo morale e non come spinta meramente caritatevole. Infine, il tema della relazione tra Verità rivelata e Amore. Il senso bergogliano della misericordia è un processo di umanizzazione e valorizzazione dell’Amore che tenta di riconciliare la dimensione della fede con i mutamenti e i processi di  secolarizzazione che stanno attraversando società, le culture e le persone. I paradigmi verso cui il pontificato di Francesco sta spingendo la Chiesa sono ancora in divenire e non è chiara la profondità e la strutturalità dei cambiamenti in corso.
Di certo il Papa ha colto una delle sfide del nostro tempo: “come si possa vivere in pace - per dirla con le parole di Bauman - non malgrado le differenze, bensì grazie a esse”.
La sfida è pienamente in campo e in pochi, in questi anni roboanti di missili e minacce, di chiusure e particolarismi, di muri e intolleranze, sembrano intenzionati a coglierla.

 

Papa Francesco trasmette speranza e serenità

Una ventata di speranza, forza, gioia e impegno

La distanza fra Bergoglio e il resto del clero

Un pontefice avvertito come più avanti della Curia

Un Papa che rinsalda la fede e rinnova la Chiesa

Un Papa che parla semplice per farsi capire dalla gente

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