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La crisi intacca anche il desiderio di maternità


4 giugno 2009

Pensano che la situazione economico-finanziaria del nostro Paese peggiorerà, hanno molta paura di perdere il lavoro e, persino per avere un figlio, preferiscono aspettare tempi migliori.
Le donne osservano la crisi che sta attanagliando l’Italia con maggiore apprensione degli uomini. Sono più preoccupate, più pessimiste. Ma anche più capaci di reagire.
Sono impaurite a tal punto da rinviare il momento della maternità, eppure pronte a gestire questo momentaccio, modificando il proprio stile di vita, riducendo le spese e sopportando più di frequente qualche sacrificio. Questa la fotografia della crisi economica scattata dalle italiane in base ad una recente indagine realizzata da SWG per Donna Moderna.

Sono più di sette su dieci (72%) le donne che si definiscono molto preoccupate per le condizioni in cui versa il nostro Paese. E il peggio deve ancora arrivare. A pensarla così è il 70% delle intervistate. L’Italia non uscirà così presto dal vortice della recessione: solo il 39% delle donne – contro il 48% degli uomini – infatti, prevede una svolta positiva entro il 2010, per il 26% la crisi finirà nel 2011 e per una quota piuttosto considerevole (28%) sarà molto più lunga. Anche guardando al proprio nido domestico, le donne sono più caute nel presagire un risanamento o un miglioramento dei bilanci famigliari. Solo il 14% delle intervistate (uomini: 17%) crede che la situazione finanziaria del proprio nucleo famigliare migliorerà, il 43% non prevede cambiamenti significativi, mentre il restante 43% (contro il 33%) ritiene che le casse della propria famiglia “dimagriranno” ulteriormente.
Non solo, il sismografo delle paure al femminile si impenna anche in tema lavoro. Il 51% delle intervistate – contro il 29% dei maschi – si dice molto preoccupata di perdere il posto.

Ma da queste stesse paure, emerge anche una grande capacità di reazione e, in molti casi, uno spirito di sacrificio più marcato. Il 65% delle donne, infatti, ha diminuito i propri consumi, mentre i tagli effettuati dagli uomini si fermano al 56%. Le rinunce riguardano gli ambiti più svariati: dalle cene al ristorante (60%) all’abbigliamento (59%), dalle vacanze (48%) alle uscite “culturali” dedicate al cinema o al teatro (29%), dalle cure di bellezza (28%) ai generi alimentari (14%). La paura delle donne si spinge a tal punto che il 44% delle intervistate non si sentirebbe in grado di avere un figlio in questo momento e preferirebbe aspettare qualche segno di ripresa economica.

Dalla ricerca, tuttavia, emerge che, per gli intervistati che hanno già figli, essi rimangono il primo dei pensieri. Sono ben 48 su 100, infatti, i genitori che hanno aiutato economicamente i figli che vivono fuori casa. E le mamme, naturalmente, sono particolarmente generose: il 34% ha fatto sacrifici per mantenere intatte le loro spese.

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L'articolo è stato scritto il Giovedì 4 Giugno 2009 ed inserito in Notizie dagli uffici. Se vuoi puoi segnalare questa pagina per e-mail ad un/a amico/a